sabato 21 gennaio 2017

MALDIVE!

Sono tornato da pochi giorni dalle Maldive e sto ancora cercando di abituarmi alla differenza di clima (da + 30 a -5 °C) dopo un soggiorno di 8 giorni in periodo post natalizio di inizio anno con la mia famiglia trascorso al Maayafushi Island Resort nell’atollo di Ari.

Le isole Maldive sono una Repubblica composta da 26 atolli in pieno Oceano Indiano poco sopra la linea dell’ equatore divisi in 19 amministrazioni  che comprendono 1190 isole.
I libri per la verità riportano 1192 isole ma due sono state mangiate dal mare negli ultimi tempi, ed è destino, pare, che entro i prossimi cinquant’anni tutte le altre isole debbano fare la medesima fine. Tant’è vero che il governo maldiviano ha già comprato delle terre in Australia per trasferirsi quando l’innalzamento del livello del mare abbia sepolto l’intera nazione.
Maldive - gennaio 2017
Solo duecento isole circa sono abitate, di cui circa cento occupate dai resort turistici e circa cento abitate dalla popolazione locale. La maggior parte della popolazione vive nella capitale Malè, la cui isola è diventata  un agglomerato di palazzoni disordinati e sempre più alti a causa della mancanza di spazio e che sta per essere collegata con un ponte all’isola adiacente ove sorge l’aeroporto internazionale  da cui partono le navi veloci e gli idrovolanti per i collegamenti con le varie isole adibite ai soggiorni turistici.
La popolazione locale vive esclusivamente di pesca e di turismo.
L’ isola di Maayafushi è stata scelta per il mio soggiorno per alcune sue caratteristiche: un reef o barriera corallina se vogliamo dirla in italiano che circonda l’intera isola ed è raggiungibile senza l’ uso di barche,  una lunga lingua di sabbia che si staglia nel mare per diverse decine di metri  ed una meravigliosa vegetazione all’interno. Naturalmente parliamo di isole che hanno la dimensione presso a poco di una grande piazza delle nostre città.
Il grado di comfort alberghiero era più che buono e la cucina era italiana, essendo la struttura gestita da un gruppo italiano, pur non mancando le specialità maldiviane, i frutti tropicali ed i pesci locali.
Esistono anche isole con lussuosissimi resort per miliardari con camere ricavate sotto il livello del mare con vetrate con coralli e pesci a vista, maggiordomi a disposizione e quant’altro per la modica cifra di soggiorni che vanno dai cinquanta ai cento mila dollari a settimana a testa.
Maldive - gennaio 2017
Due scoperte fatte in loco: il bagno maldiviano, inteso come servizi igienici, non ha il soffitto ma è in parte a cielo aperto tranne un piccolo riparo parziale per le piogge e la finissima sabbia bianca sulla spiaggia non brucia mai in quanto formatasi da coralli tritati.
Io che non sono un grande nuotatore e tanto meno subacqueo ho potuto raggiungere la barriera corallina ed osservare i pesci pagliaccio oltre a pesci coloratissimi di varie dimensioni, alle  razze, alle tartarughe e alle stelle marine, ai serpenti marini. Ho fatto il bagno, vincendo una iniziale titubanza, con gli squali, ovviamente di  una razza che non attacca l’uomo, per non dire di quando ci è passato accanto un branco di una trentina di delfini.
Non sono appassionatissimo di vita di mare, ma di fronte a tanta natura e tanta bellezza  mi arrendo!
Family - Maldive - gennaio 2017

Non è potuta mancare un’escursione ad una vicina isola di pescatori, ossia un’isola abitata dalla popolazione locale, usando la loro tipica imbarcazione, il dhoni, per vedere le loro case, la moschea, la scuola e l’artigianato locale ma soprattutto per avere anche un contatto con la gente del posto diversa da quella che lavora nelle strutture turistiche.

domenica 4 settembre 2016

SUDAFRICA e CASCATE VITTORIA

Ad agosto sono riuscito a fare un viaggio da tempo sognato, ossia visitare il Sudafrica aggiungendo anche un’estensione alle Cascate Vittoria fra lo Zimbabwe e lo Zambia.
Leonessa al Kruger Park - agosto 2016
Come già sapevo visitare il Sudafrica non vuol dire vedere la vera Africa, ma quella la aveva già assaporata anni fa in Kenya e in parte la avrei rivista in Zimbabwe e Zambia, così come sapevo che il safari fotografico al Kruger Park, seppure molto affascinante, non è il safari fotografico in Kenya al Masai Mara piuttosto che all’Amboseli  sotto il Kilimangiaro o allo Tsavo Park.
Ma il  Sudafrica è un paese unico per la sua posizione geografica, per la sua storia e per i suoi paesaggi che offre a chi lo visita una serie incredibili di suggestioni ed emozioni.
Il Sudafrica è per l’Africa un paese ricco che ha una metropoli come Johannesburg , centro industriale, commerciale e finanziario della nazione e una città come Cape Town, che gareggia come città più bella al mondo insieme a Sidney, Rio de Janeiro e San Francisco.
Il Sudafrica ha miniere di oro e diamanti, ha vigneti ed agrumeti di primissima qualità e canyon mozzafiato: tutto ovviamente visitato.
Giraffa al Kruger Park - Agosto 2016
Johannesburg oggi la si visita per ripercorrere la vita di quello che è divenuto l’icona di questo paese, cioè Nelson Mandela, a partire dalla sua casa ora museo nel centro di Soweto fino al museo dell’Apartheid, ma la città per eccellenza da visitare resta ovviamente Cape Town con il suo Waterfront, ossia il cuore storico del porto che contrasta con la Table Mountain, ossia la montagna piatta sovrastante la città e raggiungibile con la teleferica.
Ma tutti i dintorni di Cape Town sono favolosi come la sua strada costiera fino a raggiungere il Capo di Buona Speranza dove si incontrano l’Oceano Atlantico e l’Oceano Indiano: percorrendola fra un paesaggio e l’altro si possono visitare una colonia di simpatici pinguini ,osservare le foche ed  avvistare nel periodo per loro invernale (quindi per noi estivo) il passaggio delle balene.

Capo di Buona Speranza - Agosto 2016
L’altra grande attrazione turistica del Sudafrica oltre a Cape Town è come è noto il Kruger Park per il safari fotografico. La savana qui è diversa da quella del Kenya o della Tanzania che è brulla e permette di vedere e fotografare gli animali anche a distanza. In Sudafrica la savana è boschiva, e gli animali sono quantitativamente in numero inferiore rispetto al Masai Mara o al Serengeti. Ma girare in jeep per la savana è pur sempre una cosa affascinante ed emozionante che non capita tutti i giorni a chi abita dalle nostre parti. Siamo riusciti a vedere i famosi big five  (leoni, leopardi, rinoceronti, bufali, elefanti) oltre a zebre, giraffe, iene, antilopi, gnu, coccodrilli, ippopotami, struzzi, facoceri e quant’altro.
Arrivati nello Zimbabwe sembra di aver cambiato continente. Siamo arrivati nell’Africa selvaggia e povera nonostante  il lusso riservato ai turisti dei lodge.
Alla sera la navigazione sul fiume Zambesi che separa Zimbabwe e Zambia fra ippopotami, coccodrilli ed elefanti sulle rive in un tramonto con colori da favola resta fra quelle cose che non dimentichi facilmente.
Colonia di Pinguini - Agosto 2016

La vacanza si conclude il giorno seguente con la visita alle famosissime cascate scoperte da Livingstone nel 1855 che paragonate a quelle dell’Iguazu fra Brasile ed Argentina visitate appena l’anno precedente  risultano essere meno imponenti ma con un salto superiore. Ma sono sicuramente entrambe uno spettacolo della natura!
Tramonto sullo Zambesi 

CROCIERA

Poiché sono dell’avviso che nella vita bisogna provare un po’ di tutto, tranne quello che mette a rischio la vita propria o altrui, quest’anno a luglio con moglie e due amici abbiamo deciso di fare una crociera nel Mediterraneo che partiva da Venezia come primo imbarco e proseguiva per Bari dove era previsto il secondo imbarco per chi era più comodo e toccava in successione le isole greche di Corfù, Mikonos, Santorini ed infine la città di Dubrovnik in Croazia. Durata della crociera una settimana sulla nave  Deliziosa  della Costa.
Costa Deliziosa - Luglio 2016
Per la verità una crociera l’avevo già fatta alcuni anni fa, seppure fluviale, in Egitto lungo il Nilo ed anche sul mare avevo più volte utilizzato navi da crociera seppure per fare brevi spostamenti nel Mediterraneo nonchè una volta da Stoccolma a Turku in Finlandia: per cui pur non essendo un esperto non mi consideravo neppure un neofita .
La compagnia Costa, così come la MSC, non offrono quelle crociere così dette di extra lusso dove i partecipanti sono poche centinaia tutti alloggiati in suite e con trattamento da nababbi, ma sono compagnie di buon livello molto ben attrezzate ed organizzate che hanno negli anni  acquistato notevole esperienza nel loro lavoro e puntano sui grandi numeri.
Noi avevamo una mini suite con balconcino piuttosto spaziosa e dotata di ogni comfort; vi sono poi cabine interne senza vista mare, cabine con vista mare con o senza balconcino e suite. Essendo la nave a pieno carico i passeggeri erano circa 2800 e l’equipaggio contava circa  1200 addetti ripartiti fra tutti i vari compiti e provenienti da quasi tutti i paesi del mondo. Anche fra i passeggeri gli stranieri erano numerosi di modo che a bordo si parlava una babele di lingue, principalmente inglese, ma anche italiano, spagnolo, tedesco, francese, portoghese.
In totale 4000 persone su un’unica nave, più degli abitanti di tanti comuni italiani. E non è neppure una delle navi più grandi in assoluto!
Mikonos - Luglio 2016
Poiché io non amo la confusione all’inizio si verifica quello che temo: code ovunque! Tutti devono abilitare la carta Costa con la propria carta di credito (sulla nave non circolano contanti), devono chiedere informazioni sulle escursioni, devono chiedere come usare il cellulare con l’operatore Costa o richiedere il wi-fi, acquistare il pacchetto bevande e così via. Per non dire della prova di evacuazione obbligatoria per legge.
Ma poco a poco la situazione si normalizza e la nave acquista una sua vivibilità.
Tutto è organizzato per intrattenere al meglio i clienti ed alleviare i disagi che possono sorgere con un così alto numero di persone anche se i miracoli non si possono fare. Per la cena al ristorante ad esempio sono previsti per forza di cose due turni: il primo è alle 19.30, ossia troppo presto per chi è in vacanza al mare in estate ed il secondo alle 21.30, che vuol dire finire di mangiare alle 23.30 circa, ossia troppo tardi per digerire prima di andare a dormire. Per avere il secondo turno assicurato, che è comunque quello più ambito, abbiamo dovuto obbligatoriamente acquistare un pacchetto bevande piuttosto caro.
Santorini - Luglio 2016
La crociera è vero che  permette di  vedere in poco tempo più luoghi  senza cambiare camera e dover continuamente fare le valigie poichè di notte solitamente si naviga e di giorno si è in porto, ma è altrettanto vero che  limita molto sui tempi a disposizione per le visite. I tempi sono solitamente molto ristretti e non permettono quasi mai una visita esaustiva del posto. La Costa, come tutte le compagnie di navigazione, organizza ovviamente in ogni porto escursioni e trasferimenti pennellati per il tempo a disposizione a costi esorbitanti rispetto al costo reale, giocando proprio sul fatto che il singolo cliente può avere difficoltà  ad organizzarsi per conto proprio in così poco tempo, anche se è evidente che le situazioni cambiano da una località all’altra.
Dubrovnik - Luglio 2016
Durante la navigazione la vita è simile a quella di un villaggio vacanze: piscine, solarium, animazione, giochi, bar, self-service, palestre, sport sempre ricordando che si è su una nave.
Costa Deliziosa a Santorini

In conclusione, per quelle che sono le mie aspettative, ritengo che la crociera possa anche essere presa in considerazione di tanto in tanto come vacanza alternativa in particolare  per determinate rotte o  località , ma non me la vedo come  vacanza abituale soprattutto se si vogliono visitare bene determinati posti, venire a contatto con le persone del luogo ed approfondire determinate conoscenze e tematiche come piace fare a me.

domenica 8 maggio 2016

AUSTRALIA ANDATA E RITORNO


Quando dico che in quindici giorni sono riuscito a visitare il sud, il centro ed il nord dell’Australia oltre a Kangaroo Island compresi i voli intercontinentali, nessuno ci crede.
Avendo tempo ci si poteva fermare sicuramente di più, ma organizzando tutto per bene prima e prenotando i voli intercontinentali che per l’Australia sono due in andata e due al ritorno, i transfer da e per gli aeroporti, gli hotel ed alcune visite in loco è possibile.
Australia 2012 - Uluru
Per fare tutto in così poco tempo non si possono avere tempi morti e l’organizzazione prevedeva sette voli interni, una trasvolata in elicottero, un tragitto in catamarano alla barriera corallina oltre a spostamenti in bus o minivan o auto e non ci siamo fatti mancare neppure una giornata di trekking al Kings Canyon.

Per raggiungere l’Australia dall’ Italia, come dicevo, è d’obbligo fare uno scalo in Asia che a seconda della compagnia aerea è Dubai con Emirates o Bangkok con Thai o Singapore con Singapore Airlines oppure come nel mio caso Hong Kong con Cathay Pacific. Non sarebbe male fermarsi almeno un giorno fra i due voli almeno al ritorno quando si è più stanchi e non più ragazzini: sempre per ragioni di tempo io e mia moglie abbiamo deciso di non fare tappe intermedie, oltretutto ad Hong Kong eravamo stati da pochissimo. Nonostante fossimo veramente stanchi è comunque andata bene così perché al ritorno tutti stavano scappando da Hong Kong per l’arrivo di un tifone!

Le città classiche di arrivo in Australia sono Sidney o Melbourne. Arriviamo a Sidney che è sera tardi ma poteva essere qualsiasi ora del giorno o della notte dopo aver attraversato non so quanti fusi orari in oltre ventidue ore di viaggio e ci attende un elegante Mercedes blu guidata da un altrettanto elegante signore di una certa età che parla inglese e  un po’ di napoletano essendo figlio di genitori italiani trasferitesi da giovanissimi in Australia  come è stato per tanti e ci accompagna nell’ hotel prenotato volutamente  a Darling Harbour, che è la zona che comprende il porto turistico all’ interno della baia di Sidney attraversato dalla monorotaia sopraelevata e con molti localini  tipici e quant’altro.
Australia 2012

Ritirato un bel pacco di nostri voucher depositato presso la reception abbiamo ancora la forza ma soprattutto la volontà di una prima visita by night a Darling Harbour e consumare la nostra prima cena australiana così da renderci subito conto di quali siano i prezzi in loco. D’altro canto ci viene spiegato che lì un cameriere guadagna circa quattromila euro al mese e i prezzi   per noi alti sono una logica conseguenza. Il giorno dopo visitiamo per mare lungo la baia e per terra quella che a mio giudizio è la città più bella del mondo (vedi post sulle città più belle del mondo) dall’Opera House a Bondi Beach e quant’altro e penso che già solo questa città valeva il viaggio.

Ma il giorno dopo ci attende già un aereo per raggiungere l’outback australiano, ossia il rosso deserto centrale ed inanelliamo in pochi giorni dapprima uno dei simboli di questo continente e cioè Ayers Rock o Uluru come lo chiamano gli aborigeni ossia il monolite più grosso mai scoperto che cambia colore nelle varie ore del giorno con il sorgere e il calare del sole, poi il Kings Canyon
Australia 2012 - Kings Canyon
ove come detto facciamo una giornata di trekking con un’escursione termica nel mese di agosto di oltre venti gradi (in quella che è la loro estate sarebbe proibitivo farlo  per il caldo  a meno di partire prima delle cinque di mattina e indossando un’apposita retina anti-insetti sulla faccia) ed infine la città di Palm Spring ove si possono incontrare molti aborigeni con le loro pitture e i loro manufatti.

Si torna a Sud per visitare l’altra grande città australiana, ossia Melbourne, e per un’escursione lungo Great Ocean Road, ossia una delle più belle strade costiere del mondo ove ci aspetta una chicca: abbiamo prenotato un volo in elicottero sopra i “dodici apostoli” che sono non dodici per la verità ma dieci o undici volendo grosse formazioni rocciose nell’oceano lungo la costiera. Il panorama a cui si assiste non lo si può raccontare.

Ci attende ora Adelaide, ove gli oriundi italiani sono veramente molti, tappa per raggiungere Kangaroo Island, paradiso di flora e fauna alla quale ho dedicato l’apposito post e a cui rimando.
Astralia 2012

Ritornati ad Adelaide facciamo rotta verso il Nord ed atterriamo a Cairns, cioè ai tropici, ove ci inoltriamo nella foresta pluviale ricca di piante e di coccodrilli, visitiamo anche un allevamenti di coccodrilli, ma soprattutto con un catamarano raggiungiamo la barriera corallina più grande del mondo e trasbordando su un’apposita barca con in fondo trasparente abbiamo la possibilità di vedere pesci e fondali da sogno.

Nel tragitto del ritorno abbiamo anche la fortuna di poter vedere e fotografare due balene che più volte escono e si immergono nelle acque dell’oceano.

Il viaggio è finito, le emozioni e i ricordi sono grandi. Purtroppo ora da Cairns, via Sidney, Hong Kong e Milano, scali compresi, per raggiungere casa abbiamo circa quaranta ore di viaggio, ma una volta nella vita ne vale il sacrificio.

domenica 7 febbraio 2016

Vengono rispettati i diritti dei viaggiatori?


Io posso raccontare i casi di cui sono stato protagonista nei miei viaggi.
Nell’agosto 2013 ero all’aeroporto della Malpensa in attesa del check-in per la tratta Milano – Francoforte-Tokyo con Lufthansa quando improvvisamente si materializza la squadra dell’ Inter capitanata da “Lady” Moratti che passa davanti a tutti avendo acquistato per tutta la squadra biglietti in business nonostante non vi fossero neppure posti sufficienti in business per tutti su quell’ aereo  e Lufthansa mette me, mia moglie e altri passeggeri in overbooking con biglietti acquistati nel mese di marzo. Ci riposiziona sul volo successivo ma tale da non poter garantire di prendere la coincidenza per Tokyo a Francoforte tanto più che l’aereo che avremmo dovuto prendere era in forte ritardo dalla Germania a causa di un fortissimo temporale. Tutti si infuriano ovviamente e vanno a protestare ai banconi Lufthansa dove vengono proposti vasetti di marmellata come risarcimento prontamente rispediti al mittente come offesa supplementare a quanto già subito.   


Partiamo da Milano e a Francoforte riusciamo a prendere non sto a dire come la coincidenza per Tokyo.
Kyoto 2013

Ritornati a casa io come molti altri passeggeri scriviamo lettere di fuoco alla Lufthansa che inviamo via mail e alla fine la compagnia aerea ci propone un risarcimento di euro 300 a testa che accettiamo.

Nel luglio 2014 sono di nuovo alla Malpensa per il check-in su un volo TAP per Lisbona con moglie e figlia questa volta neppure per turismo. Vengo avvertito che la TAP ha subaffittato il volo ad altra compagnia ed esattamente alla Swiftair, compagnia spagnola che vola nel Mediterraneo e nel Nord Africa. Sono perfettamente a conoscenza che questa è una pratica non elegante ma consentita dalla legge che fa risparmiare la compagnia subaffittante, ma so bene che devo essere garantiti i medesimi standard qualitativi e di comfort. Peccato che quell’ aeromobile non era neppure abilitato ad essere agganciato ai manicotti dell’aeroporto per la salita dei passeggeri e tralasciamo la qualità dei servizi e quant’altro: si aveva l’impressione di essere seduti su una carretta dei cieli pur avendo acquistato normalissimi biglietti per un volo di linea con una compagnia di bandiera europea. La settimana successiva, il 24 luglio 2014, un aereo del medesimo tipo della Swiftair, se non proprio quello, non sono in grado di dirlo, subaffittato dalla compagnia di bandiera algerina, è precipitato in Mali.
Lisbona 2014
Arrivato a casa  lettera di fuoco alla TAP ove spiegavo il tutto evidenziando di evitare di  rispondermi che il subaffitto è consentito dalla legge, cosa che ben conosco ma non a quelle condizioni, e chiedendo 1 euro simbolico  di risarcimento che significava per me ammissione di colpa. Dopo cinque mesi, poco prima di Natale, ricevo una mail di risposta in inglese dove mi si dice che il subaffitto è consentito dalla legge e io dovevo essere contento perché in alternativa sarei rimasto a terra.

Ultimo caso una valigia nuova arrivata rotta da un volo dal Messico con KLM e per il quale non ho neppure fatto denuncia in aeroporto ma bensì arrivato a casa: la compagnia interpellata ha detto che la rimborsavano purché esibissi lo scontrino di acquisto di quella nuova. E così è stato.

Ricapitolando nessuna compagnia aerea è perfetta, ma esistono compagnie che sono più serie ed altre che quando si può è meglio evitare!


Per maggiori dettagli visita la pagina:  

lunedì 7 dicembre 2015

Paesi e territori con la guida a sinistra

Quando si pensa alla guida sinistra si pensa di solito al Regno Unito, ma in realtà i paesi o i territori in cui la guida è a sinistra sono assai numerosi.
Per molti come è evidente deriva dal fatto di essere stati colonie britanniche o comunque sotto l’influenza degli inglesi negli anni passati, ma per altri, come ad esempio il Giappone, non è così.
Ma perché allora si guida a sinistra? La spiegazione deriverebbe dal fatto che nell’ antico Medioevo i cavalieri dovevano viaggiare a sinistra per combattere i nemici che incontravano per strada impugnando la spada nella mano destra.
Alcune nazioni, come ad esempio proprio il Giappone, hanno pensato a cambiare il senso di marcia, ma messi di fronte ai costi da sopportare hanno desistito.
Ad Hong Kong invece si era pensato ad un raccordo a forma di otto percorrendo il quale si cambiava il senso di marcia fra chi arrivava dalla Cina ove si circola sulla destra ed entrava in Hong Kong ove si circola sulla sinistra e viceversa. Anche questo progetto non mi sembra abbia avuto un seguito.
Per chi si reca in una nazione con la guida a sinistra il problema maggiore sono i sorpassi se si utilizza la propria autovettura con la guida a sinistra. Se invece abbiamo un’auto a noleggio, come avviene più frequentemente, dobbiamo comunque fare attenzione quando ci immettiamo nella circolazione dalle piazzole laterali e più ancora quando ci immettiamo nelle sempre più frequenti rotatorie in quanto la forza dell’abitudine ci porta a commettere errori.
India - 2014
Infine anche quando attraversiamo le strade a piedi dobbiamo imparare a guardare in senso contrario a quello a cui siamo abituati.
Vediamo allora quali sono i paesi e i territori che hanno la guida a sinistra:
Antigua e Barbuda, Australia, Bahama, Bangladesh, Barbados, Buthan, Botswana, Brunei, Cipro, Dominica, Figi, Giamaica, Giappone, Grenada, Guyana, India, Indonesia, Irlanda, Kenya, Kiribati, Lesotho, Malawi, Malesia, Maldive, Malta, Mauritius, Mozambico, Namibia, Nauru, Nepal, Nuova Zelanda, Pakistan, Papua Nuova Guinea, Regno Unito, Saint Kitts e Nevis, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Salomone, Seycelles, Singapore, regione di Somaliland nella Somalia, Sri Lanka, Sudafrica, Suriname, Swaziland, Tanzania, Thailandia, Timor Orientale, Tonga, Trinidad e Tobago, Tuvalu, Uganda, Zambia, Zimbabwe.
Hong Kong che appartiene alla Cina.
Montserrat che non è una nazione. Idem per Anguilla, Bermuda, isola Falkland, isola Cayman e Saint Helena.
India - 2014
Le Christ Islands che appartengono all'Australia, come le Cocos e le Cook Islands, Turks e Coicos. Guernsey, Jersey e Tokelau che appartengono alla Corona Britannica, come l'Isola di Man.
Macau che appartiene alla Cina.

Niue che è associata alla Nuova Zelanda. Le isole Norfolk e Pitcaim che fanno parte del Regno Unito.

sabato 5 dicembre 2015

Viaggiare ai tempi del terrorismo

Dopo i tragici attentati terroristici di Parigi dello scorso 13 novembre ho sentito dire a proposito di viaggi e spostamenti vari le idiozie più strane. Ne riporto alcune. ”Farò in modo di non andare più a Milano e a Roma” (mi chiedo perché si a Torino o a Firenze innanzi tutto e poi cosa dovrebbero eventualmente fare i milanesi e i romani!); “Non prenderò più la metropolitana”; “Non prenderò aerei per un bel po’ di tempo”; “A Natale anziché andare via come gli altri anni mi chiudo in casa”; “La prossima estate non vado più al mare in Francia come gli altri anni”. E potrei proseguire. Capisco bene che fatti come quelli successi colpiscano giustamente l’opinione pubblica e che sia inconcepibile che frange di delinquenti ignoranti più o meno organizzati, perché di questo si tratta, uccidano a caso senza ragione e limitino la libertà altrui. Ma è sempre buona regola essere razionali e non farsi prendere da facili isterismi. Consideriamo che le probabilità di essere vittima di un attentato terroristico per una persona normale anche che viaggi molto per lavoro o per diletto sono veramente molto basse, molto più basse che essere vittima per esempio di un normale incidente stradale percorrendo in auto anche una sola volta nella vita la distanza Milano-Roma con condizioni metereologiche perfette. Vale lo stesso discorso di quelli che dicono di non volare non perché soffrono di claustrofobia o altro, questo può essere comprensibile, ma perché hanno semplicemente paura. Basterebbe anche qui dare un’occhiata alle statistiche. Volare è 12 volte più sicuro che andare in treno, 60 volte più sicuro che andare in auto e 86 volte più sicuro che andare in moto. Certo, se cade un aereo, e sappiamo che può succedere, ci sono trecento vittime e la cosa ci colpisce parecchio, mentre al consueto incidente stradale quasi quotidiano con qualche vittima siamo più abituati. Se la vogliamo girare in positivo è come quelli che giocano al Superenalotto perché sperano di fare il 6+1. A me fanno un po’ di tenerezza. Ancora una volta la statistica può aiutare.    Supponiamo che tutti gli abitanti degli Stati Uniti, bambini compresi, abbiano un’utenza telefonica e di avere noi a disposizione tutti questi numeri di telefono senza sapere a chi appartengono ma sapendo solo che il prefisso degli USA è 001. Noi dobbiamo indovinare il numero di telefono di Sharon Stone e di George Clooney. E’ evidente a tutti che già è praticamente impossibile indovinare un solo numero, figuriamoci indovinarne due. Ebbene vincere al Superenalotto è ancora più difficile che indovinare entrambi i numeri perché le possibilità di vincita superano i 600 milioni mentre gli abitanti degli Stati Uniti sono 300 milioni. Mi si può obiettare che è giusto giocare comunque perché ogni tanto qualcuno vince: basta essere fiduciosi di poter indovinare entrambi i numeri di telefono in un sol colpo!
Ora io penso che a nessuno possa venire in mente di andare in vacanza in Afghanistan piuttosto che in Siria o in Iraq o in Libia o in Somalia o nello Yemen. Ed è anche giusto che potendo scegliere di andare al mare dove voglio eviti di andare in quei posti che confinano con stati o territori pericolosi dove incursioni terroristiche sono non solo possibili ma anche assai facili da attuare.

Capisco anche che il rischio zero non esista perché la certezza così come la perfezione non appartengono al nostro mondo, ma capisco altresì che non ha alcun senso rinunciare a spostarsi e a viaggiare in assoluto per quanto accaduto anche proprio perché per avere rischio zero devo non solo smettere di viaggiare ma anche di vivere.