venerdì 13 aprile 2018

Perchè viaggiare

Ci sono tanti motivi per viaggiare soprattutto quando si è ancora giovani. 
Vediamo quali possono essere in rapida sintesi. 
Viaggiare apre la mente, arricchisce la nostra cultura e certo non solo quella geografica, aiuta a socializzare ma anche a renderci indipendenti, ci insegna a superare le difficoltà e ad adattarci alle varie situazioni a volte imprevedibili: in una parola ci rende migliori e più intelligenti.
Cipro - febbraio 2018

Conoscere dal vivo nuovi paesi e nuove popolazioni con usi e costumi totalmente differenti dai nostri ci aiuta ad avere una visione del mondo assai più completa e realistica. Non è la stessa cosa che sfogliare atlanti, vedere filmati in televisione o navigare in internet!

Inoltre possiamo godere dal vivo delle bellezze naturali, paesaggistiche ed architettoniche che incontriamo sul nostro cammino. 
Ricordiamoci infine che un viaggio lo si gusta prima in fase di preparazione, poi mentre lo si effettua, ma soprattutto dopo che è terminato. 
Si dice che i soldi spesi per viaggiare siano i soldi meglio spesi: un bene materiale si esaurisce, la gioia e il ricordo di un viaggio restano per tutta la vita!

lunedì 21 agosto 2017

ISLANDA: QUELLO CHE BISOGNA SAPERE

Eccomi di ritorno dall’Islanda, terra selvaggia e un po’ isolata dal resto dell’ Europa. Questo lo sanno tutti, ma forse non tutti conoscono altri aspetti di questa nazione.

Intanto chi decidesse di andare alla scoperta di questo paese deve essere a conoscenza che sia i voli che gli alberghi devono essere prenotati, quanto meno per i mesi estivi, con almeno 8-10 mesi di anticipo. Questo perché l’Islanda ha avuto un forte sviluppo del turismo in questi ultimi anni ma non si è ancora attrezzata di infrastrutture turistiche atte a far fronte ad una piuttosto elevata e sempre crescente richiesta di questo tipo. I voli per l’ Islanda sono pochi e gli unici diretti dall’Italia sono quelli effettuati dalle due compagnie islandesi Icelandair e Wowair che arrivano all’Aeroporto Internazionale di Reykjavik nel cuore della notte.
Reykjavik - Chiesa luterana
In alternativa bisogna ripiegare sulle compagnie scandinave tipo Sas o Norwegian con relativi scali, mentre i voli effettuati da altri vettori sono veramente pochi. Questa mancanza di concorrenza fa si che sia i voli diretti che con scalo abbiano dei prezzi molto elevati rispetto allo standard .

Stesso discorso per gli alberghi. In Islanda ci sono appena 334.000 abitanti di cui 122.000 abitano nella capitale Reykjavik. Gli alberghi , già pochi nella capitale, diventano una rarità quando ci si allontana da Reykjavik considerando nell’elenco anche le loro guesthouses. Questo fa si che una camera di quello che da noi potrebbe essere un tre stelle (i loro hotel non hanno le stelle) costi intorno ai 350 euro a notte . Come si capisce quindi i prezzi per noi sono molto elevati : un piatto normalissimo in un qualsiasi ristorante costa intorno ai nostri 30 euro, quindi con una birra insieme è difficile stare sotto ai 40 euro a pasto prendendo un piatto solo. 
Geyser

Ovviamente non fa eccezione il costo del noleggio autovetture (i treni non esistono e il servizio autobus è per lo più ristretto alle zone limitrofe alla capitale), ma anche ciò che non è turistico ha prezzi per noi molto elevati.

Da considerare che gli islandesi hanno la fortuna di non pagare riscaldamento ed energia elettrica sfruttando le loro sorgenti di acqua calda.

Anche il clima merita qualche considerazione. Noi siamo abituati a considerare l’Islanda una terra freddissima. Ora nessuno va in Islanda a fare i bagni ma le temperature in estate oscillano fra un minimo di 4 o 5 gradi fino ad un massimo di 17-18 gradi. Ovviamente in inverno la temperatura va sotto zero ma non molto di più di quanto si registra nel Nord Italia anche se per periodi più lunghi.
E’ molto frequente anche in estate la pioggia, ma il tempo in Islanda cambia molto repentinamente anche più volte durante il giorno ed aver trovato una serie di giornate soleggiate è stata una fortuna dopo essere atterrati in una bufera di pioggia e vento che ci aveva all’inizio un po’ preoccupati.
E’ invece noto che in estate le ore di chiaro sono molte, mentre in inverno è quasi sempre buio.
Vulcano Kerio

Le strade in Islanda non sono tutte facilmente transitabili. Le strade asfaltate riguardano la zona intorno alla capitale e l’ anello costiero dell’ isola. Ma anche su queste strade quando ci si allontana da Reykjavik bisogna fare attenzione all’attraversamento di animali, pecore e capre in particolare, e al fatto che i ponti sono ad una corsia unica. Le altre strade sono sterrate tanto è vero che quando si noleggia una vettura non esiste un’assicurazione che copra la rottura di vetri e pneumatici, mentre per tempeste di sabbia lavica che possono rovinare la carrozzeria bisogna sottoscriverne una in particolare.

Consci di tutto ciò possiamo goderci le bellezze di questo paese che va a lambire il circolo polare artico.

La maggiore attrazione nei pressi di Reykjavik è il così detto Circolo d’oro che comprende il Parco Nazionale Pingvellir, le cascate Gulfoss e la visita dei geyser, ossia delle tipiche sorgenti di acqua calda sparse un po’ per tutto il paese.

Nella penisola a sud della capitale è situata la famosa Laguna Blu, ossia una piscina di acqua calda termale presa d’assalto dai turisti per fare il bagno che anch’essa deve essere prenotata in anticipo.

Ma a tal proposito bisogna dire che esistono altre strutture simili in varie zone del Paese seppur più piccole e meno famose che non necessitano di prenotazione, che sono molto meno affollate e soprattutto molto meno care.
Anfibio

Allontanandoci da Reykjiavik, che pure essa merita una visita, ci addentriamo in un paesaggio desertico e selvaggio che ci tiene compagnia per centinaia di chilometri nella sua comunque rapida e continua mutevolezza. Si passa dalle distese verdi ricche di pecore, capre, mucche e cavalli alla roccia grigia fino alle lande desolate ed immense di roccia nera vulcanica. Non dimentichiamo che siamo nel paese dei vulcani e sul più antico vulcano del paese ci siamo inerpicati fino al cratere con una scarpinata di qualche ora. Inoltre non abbiamo disdegnato la visita al punto di congiunzione della placca americana con quella euro-asiatica. I laghi sono ovunque, ma quello che merita una visita è il Lago glaciale di Joculsarlon a ridosso del ghiacciaio più grande d’Europa, ossia del Ghiacciaio Vatnajokull.
Navigazione sul Lago glaciale di Joculsarlon
Per visitare questo lago abbiamo dovuto pernottare in una piccola cittadina di pescatori, Hofn, a circa 500 km da Reykjavik, ma altresì distante 100 km dal lago per mancanza di strutture alberghiere più vicine. A Joculsarlon ci siamo imbarcati su un mezzo anfibio per una navigazione in mezzo agli iceberg e alle foche.

L’ultimo giorno lo abbiamo dedicato alla visita della costa occidentale che ha punti di rara bellezza anche se i suoi fiordi non sono, almeno nella parte meridionale, circondati da alte cime come quelli norvegesi.
Lago glaciale di Joculsarlon

Infine una breve considerazione sulla loro cucina. La cucina islandese, seppure un po’ grassa per noi, non è cosi terribile, almeno se non ci fermiamo per periodi lunghissimi, ed è caratterizzata in prevalenza da agnello, pesce ( in particolare salmone) e patate. Per chi non riesce fare a meno dei ristoranti italiani, in Reykjavik è da consigliare “Caruso”, locale piacevole, cucina buona, prezzi nella loro media e frequentato anche dalla popolazione locale.

martedì 16 maggio 2017

IL CLUB INTERNAZIONALE DEI GRANDI VIAGGIATORI

Nel 1982 un giornalista tunisino di nome Rached Trime ha voluto creare un sodalizio internazionale per raggruppare persone di tutto il mondo che amano viaggiare. E’ così nato il “Club Internazionale dei Grandi Viaggiatori“ a cui hanno diritto iscriversi coloro che hanno visitato almeno 50 stati. Chi è al di sotto dei trent’anni è sufficiente abbia visitato almeno tanti stati quanti sono i suoi anni.

Mappa Nazioni visitate sino ad oggi
Per la verità la lista degli stati proposti per l’iscrizione non è di 194 quanti sono gli stati veri e propri ma di 222 perché vi è un’aggiunta di isole e territori che non costituiscono stati autonomi.

Infatti gli stati a tutti gli effetti sono i 193 riconosciuti dall’ONU oltre allo Stato Città del Vaticano che ha lo status di osservatore esterno per un totale di 194.
La Palestina, pur riconosciuta da 120 stati, non può per il momento ancora definirsi stato autonomo, così come avviene per il Kosovo riconosciuto da 115 stati di cui 21 appartenenti all’UE.
Taiwan infine riconosciuto da 21 stati è a tutti gli effetti appartenente alla Repubblica Popolare Cinese.


Il club ha una sua rivista che si chiama “Astrolabe“ e i soci si riuniscono una volta all’anno in un posto sempre diverso per  il loro congresso mondiale.

sabato 21 gennaio 2017

MALDIVE!

Sono tornato da pochi giorni dalle Maldive e sto ancora cercando di abituarmi alla differenza di clima (da + 30 a -5 °C) dopo un soggiorno di 8 giorni in periodo post natalizio di inizio anno con la mia famiglia trascorso al Maayafushi Island Resort nell’atollo di Ari.

Le isole Maldive sono una Repubblica composta da 26 atolli in pieno Oceano Indiano poco sopra la linea dell’ equatore divisi in 19 amministrazioni  che comprendono 1190 isole.
I libri per la verità riportano 1192 isole ma due sono state mangiate dal mare negli ultimi tempi, ed è destino, pare, che entro i prossimi cinquant’anni tutte le altre isole debbano fare la medesima fine. Tant’è vero che il governo maldiviano ha già comprato delle terre in Australia per trasferirsi quando l’innalzamento del livello del mare abbia sepolto l’intera nazione.
Maldive - gennaio 2017
Solo duecento isole circa sono abitate, di cui circa cento occupate dai resort turistici e circa cento abitate dalla popolazione locale. La maggior parte della popolazione vive nella capitale Malè, la cui isola è diventata  un agglomerato di palazzoni disordinati e sempre più alti a causa della mancanza di spazio e che sta per essere collegata con un ponte all’isola adiacente ove sorge l’aeroporto internazionale  da cui partono le navi veloci e gli idrovolanti per i collegamenti con le varie isole adibite ai soggiorni turistici.
La popolazione locale vive esclusivamente di pesca e di turismo.
L’ isola di Maayafushi è stata scelta per il mio soggiorno per alcune sue caratteristiche: un reef o barriera corallina se vogliamo dirla in italiano che circonda l’intera isola ed è raggiungibile senza l’ uso di barche,  una lunga lingua di sabbia che si staglia nel mare per diverse decine di metri  ed una meravigliosa vegetazione all’interno. Naturalmente parliamo di isole che hanno la dimensione presso a poco di una grande piazza delle nostre città.
Il grado di comfort alberghiero era più che buono e la cucina era italiana, essendo la struttura gestita da un gruppo italiano, pur non mancando le specialità maldiviane, i frutti tropicali ed i pesci locali.
Esistono anche isole con lussuosissimi resort per miliardari con camere ricavate sotto il livello del mare con vetrate con coralli e pesci a vista, maggiordomi a disposizione e quant’altro per la modica cifra di soggiorni che vanno dai cinquanta ai cento mila dollari a settimana a testa.
Maldive - gennaio 2017
Due scoperte fatte in loco: il bagno maldiviano, inteso come servizi igienici, non ha il soffitto ma è in parte a cielo aperto tranne un piccolo riparo parziale per le piogge e la finissima sabbia bianca sulla spiaggia non brucia mai in quanto formatasi da coralli tritati.
Io che non sono un grande nuotatore e tanto meno subacqueo ho potuto raggiungere la barriera corallina ed osservare i pesci pagliaccio oltre a pesci coloratissimi di varie dimensioni, alle  razze, alle tartarughe e alle stelle marine, ai serpenti marini. Ho fatto il bagno, vincendo una iniziale titubanza, con gli squali, ovviamente di  una razza che non attacca l’uomo, per non dire di quando ci è passato accanto un branco di una trentina di delfini.
Non sono appassionatissimo di vita di mare, ma di fronte a tanta natura e tanta bellezza  mi arrendo!
Family - Maldive - gennaio 2017

Non è potuta mancare un’escursione ad una vicina isola di pescatori, ossia un’isola abitata dalla popolazione locale, usando la loro tipica imbarcazione, il dhoni, per vedere le loro case, la moschea, la scuola e l’artigianato locale ma soprattutto per avere anche un contatto con la gente del posto diversa da quella che lavora nelle strutture turistiche.

domenica 4 settembre 2016

SUDAFRICA e CASCATE VITTORIA

Ad agosto sono riuscito a fare un viaggio da tempo sognato, ossia visitare il Sudafrica aggiungendo anche un’estensione alle Cascate Vittoria fra lo Zimbabwe e lo Zambia.
Leonessa al Kruger Park - agosto 2016
Come già sapevo visitare il Sudafrica non vuol dire vedere la vera Africa, ma quella la aveva già assaporata anni fa in Kenya e in parte la avrei rivista in Zimbabwe e Zambia, così come sapevo che il safari fotografico al Kruger Park, seppure molto affascinante, non è il safari fotografico in Kenya al Masai Mara piuttosto che all’Amboseli  sotto il Kilimangiaro o allo Tsavo Park.
Ma il  Sudafrica è un paese unico per la sua posizione geografica, per la sua storia e per i suoi paesaggi che offre a chi lo visita una serie incredibili di suggestioni ed emozioni.
Il Sudafrica è per l’Africa un paese ricco che ha una metropoli come Johannesburg , centro industriale, commerciale e finanziario della nazione e una città come Cape Town, che gareggia come città più bella al mondo insieme a Sidney, Rio de Janeiro e San Francisco.
Il Sudafrica ha miniere di oro e diamanti, ha vigneti ed agrumeti di primissima qualità e canyon mozzafiato: tutto ovviamente visitato.
Giraffa al Kruger Park - Agosto 2016
Johannesburg oggi la si visita per ripercorrere la vita di quello che è divenuto l’icona di questo paese, cioè Nelson Mandela, a partire dalla sua casa ora museo nel centro di Soweto fino al museo dell’Apartheid, ma la città per eccellenza da visitare resta ovviamente Cape Town con il suo Waterfront, ossia il cuore storico del porto che contrasta con la Table Mountain, ossia la montagna piatta sovrastante la città e raggiungibile con la teleferica.
Ma tutti i dintorni di Cape Town sono favolosi come la sua strada costiera fino a raggiungere il Capo di Buona Speranza dove si incontrano l’Oceano Atlantico e l’Oceano Indiano: percorrendola fra un paesaggio e l’altro si possono visitare una colonia di simpatici pinguini ,osservare le foche ed  avvistare nel periodo per loro invernale (quindi per noi estivo) il passaggio delle balene.

Capo di Buona Speranza - Agosto 2016
L’altra grande attrazione turistica del Sudafrica oltre a Cape Town è come è noto il Kruger Park per il safari fotografico. La savana qui è diversa da quella del Kenya o della Tanzania che è brulla e permette di vedere e fotografare gli animali anche a distanza. In Sudafrica la savana è boschiva, e gli animali sono quantitativamente in numero inferiore rispetto al Masai Mara o al Serengeti. Ma girare in jeep per la savana è pur sempre una cosa affascinante ed emozionante che non capita tutti i giorni a chi abita dalle nostre parti. Siamo riusciti a vedere i famosi big five  (leoni, leopardi, rinoceronti, bufali, elefanti) oltre a zebre, giraffe, iene, antilopi, gnu, coccodrilli, ippopotami, struzzi, facoceri e quant’altro.
Arrivati nello Zimbabwe sembra di aver cambiato continente. Siamo arrivati nell’Africa selvaggia e povera nonostante  il lusso riservato ai turisti dei lodge.
Alla sera la navigazione sul fiume Zambesi che separa Zimbabwe e Zambia fra ippopotami, coccodrilli ed elefanti sulle rive in un tramonto con colori da favola resta fra quelle cose che non dimentichi facilmente.
Colonia di Pinguini - Agosto 2016

La vacanza si conclude il giorno seguente con la visita alle famosissime cascate scoperte da Livingstone nel 1855 che paragonate a quelle dell’Iguazu fra Brasile ed Argentina visitate appena l’anno precedente  risultano essere meno imponenti ma con un salto superiore. Ma sono sicuramente entrambe uno spettacolo della natura!
Tramonto sullo Zambesi 

CROCIERA

Poiché sono dell’avviso che nella vita bisogna provare un po’ di tutto, tranne quello che mette a rischio la vita propria o altrui, quest’anno a luglio con moglie e due amici abbiamo deciso di fare una crociera nel Mediterraneo che partiva da Venezia come primo imbarco e proseguiva per Bari dove era previsto il secondo imbarco per chi era più comodo e toccava in successione le isole greche di Corfù, Mikonos, Santorini ed infine la città di Dubrovnik in Croazia. Durata della crociera una settimana sulla nave  Deliziosa  della Costa.
Costa Deliziosa - Luglio 2016
Per la verità una crociera l’avevo già fatta alcuni anni fa, seppure fluviale, in Egitto lungo il Nilo ed anche sul mare avevo più volte utilizzato navi da crociera seppure per fare brevi spostamenti nel Mediterraneo nonchè una volta da Stoccolma a Turku in Finlandia: per cui pur non essendo un esperto non mi consideravo neppure un neofita .
La compagnia Costa, così come la MSC, non offrono quelle crociere così dette di extra lusso dove i partecipanti sono poche centinaia tutti alloggiati in suite e con trattamento da nababbi, ma sono compagnie di buon livello molto ben attrezzate ed organizzate che hanno negli anni  acquistato notevole esperienza nel loro lavoro e puntano sui grandi numeri.
Noi avevamo una mini suite con balconcino piuttosto spaziosa e dotata di ogni comfort; vi sono poi cabine interne senza vista mare, cabine con vista mare con o senza balconcino e suite. Essendo la nave a pieno carico i passeggeri erano circa 2800 e l’equipaggio contava circa  1200 addetti ripartiti fra tutti i vari compiti e provenienti da quasi tutti i paesi del mondo. Anche fra i passeggeri gli stranieri erano numerosi di modo che a bordo si parlava una babele di lingue, principalmente inglese, ma anche italiano, spagnolo, tedesco, francese, portoghese.
In totale 4000 persone su un’unica nave, più degli abitanti di tanti comuni italiani. E non è neppure una delle navi più grandi in assoluto!
Mikonos - Luglio 2016
Poiché io non amo la confusione all’inizio si verifica quello che temo: code ovunque! Tutti devono abilitare la carta Costa con la propria carta di credito (sulla nave non circolano contanti), devono chiedere informazioni sulle escursioni, devono chiedere come usare il cellulare con l’operatore Costa o richiedere il wi-fi, acquistare il pacchetto bevande e così via. Per non dire della prova di evacuazione obbligatoria per legge.
Ma poco a poco la situazione si normalizza e la nave acquista una sua vivibilità.
Tutto è organizzato per intrattenere al meglio i clienti ed alleviare i disagi che possono sorgere con un così alto numero di persone anche se i miracoli non si possono fare. Per la cena al ristorante ad esempio sono previsti per forza di cose due turni: il primo è alle 19.30, ossia troppo presto per chi è in vacanza al mare in estate ed il secondo alle 21.30, che vuol dire finire di mangiare alle 23.30 circa, ossia troppo tardi per digerire prima di andare a dormire. Per avere il secondo turno assicurato, che è comunque quello più ambito, abbiamo dovuto obbligatoriamente acquistare un pacchetto bevande piuttosto caro.
Santorini - Luglio 2016
La crociera è vero che  permette di  vedere in poco tempo più luoghi  senza cambiare camera e dover continuamente fare le valigie poichè di notte solitamente si naviga e di giorno si è in porto, ma è altrettanto vero che  limita molto sui tempi a disposizione per le visite. I tempi sono solitamente molto ristretti e non permettono quasi mai una visita esaustiva del posto. La Costa, come tutte le compagnie di navigazione, organizza ovviamente in ogni porto escursioni e trasferimenti pennellati per il tempo a disposizione a costi esorbitanti rispetto al costo reale, giocando proprio sul fatto che il singolo cliente può avere difficoltà  ad organizzarsi per conto proprio in così poco tempo, anche se è evidente che le situazioni cambiano da una località all’altra.
Dubrovnik - Luglio 2016
Durante la navigazione la vita è simile a quella di un villaggio vacanze: piscine, solarium, animazione, giochi, bar, self-service, palestre, sport sempre ricordando che si è su una nave.
Costa Deliziosa a Santorini

In conclusione, per quelle che sono le mie aspettative, ritengo che la crociera possa anche essere presa in considerazione di tanto in tanto come vacanza alternativa in particolare  per determinate rotte o  località , ma non me la vedo come  vacanza abituale soprattutto se si vogliono visitare bene determinati posti, venire a contatto con le persone del luogo ed approfondire determinate conoscenze e tematiche come piace fare a me.

domenica 8 maggio 2016

AUSTRALIA ANDATA E RITORNO


Quando dico che in quindici giorni sono riuscito a visitare il sud, il centro ed il nord dell’Australia oltre a Kangaroo Island compresi i voli intercontinentali, nessuno ci crede.
Avendo tempo ci si poteva fermare sicuramente di più, ma organizzando tutto per bene prima e prenotando i voli intercontinentali che per l’Australia sono due in andata e due al ritorno, i transfer da e per gli aeroporti, gli hotel ed alcune visite in loco è possibile.
Australia 2012 - Uluru
Per fare tutto in così poco tempo non si possono avere tempi morti e l’organizzazione prevedeva sette voli interni, una trasvolata in elicottero, un tragitto in catamarano alla barriera corallina oltre a spostamenti in bus o minivan o auto e non ci siamo fatti mancare neppure una giornata di trekking al Kings Canyon.

Per raggiungere l’Australia dall’ Italia, come dicevo, è d’obbligo fare uno scalo in Asia che a seconda della compagnia aerea è Dubai con Emirates o Bangkok con Thai o Singapore con Singapore Airlines oppure come nel mio caso Hong Kong con Cathay Pacific. Non sarebbe male fermarsi almeno un giorno fra i due voli almeno al ritorno quando si è più stanchi e non più ragazzini: sempre per ragioni di tempo io e mia moglie abbiamo deciso di non fare tappe intermedie, oltretutto ad Hong Kong eravamo stati da pochissimo. Nonostante fossimo veramente stanchi è comunque andata bene così perché al ritorno tutti stavano scappando da Hong Kong per l’arrivo di un tifone!

Le città classiche di arrivo in Australia sono Sidney o Melbourne. Arriviamo a Sidney che è sera tardi ma poteva essere qualsiasi ora del giorno o della notte dopo aver attraversato non so quanti fusi orari in oltre ventidue ore di viaggio e ci attende un elegante Mercedes blu guidata da un altrettanto elegante signore di una certa età che parla inglese e  un po’ di napoletano essendo figlio di genitori italiani trasferitesi da giovanissimi in Australia  come è stato per tanti e ci accompagna nell’ hotel prenotato volutamente  a Darling Harbour, che è la zona che comprende il porto turistico all’ interno della baia di Sidney attraversato dalla monorotaia sopraelevata e con molti localini  tipici e quant’altro.
Australia 2012

Ritirato un bel pacco di nostri voucher depositato presso la reception abbiamo ancora la forza ma soprattutto la volontà di una prima visita by night a Darling Harbour e consumare la nostra prima cena australiana così da renderci subito conto di quali siano i prezzi in loco. D’altro canto ci viene spiegato che lì un cameriere guadagna circa quattromila euro al mese e i prezzi   per noi alti sono una logica conseguenza. Il giorno dopo visitiamo per mare lungo la baia e per terra quella che a mio giudizio è la città più bella del mondo (vedi post sulle città più belle del mondo) dall’Opera House a Bondi Beach e quant’altro e penso che già solo questa città valeva il viaggio.

Ma il giorno dopo ci attende già un aereo per raggiungere l’outback australiano, ossia il rosso deserto centrale ed inanelliamo in pochi giorni dapprima uno dei simboli di questo continente e cioè Ayers Rock o Uluru come lo chiamano gli aborigeni ossia il monolite più grosso mai scoperto che cambia colore nelle varie ore del giorno con il sorgere e il calare del sole, poi il Kings Canyon
Australia 2012 - Kings Canyon
ove come detto facciamo una giornata di trekking con un’escursione termica nel mese di agosto di oltre venti gradi (in quella che è la loro estate sarebbe proibitivo farlo  per il caldo  a meno di partire prima delle cinque di mattina e indossando un’apposita retina anti-insetti sulla faccia) ed infine la città di Palm Spring ove si possono incontrare molti aborigeni con le loro pitture e i loro manufatti.

Si torna a Sud per visitare l’altra grande città australiana, ossia Melbourne, e per un’escursione lungo Great Ocean Road, ossia una delle più belle strade costiere del mondo ove ci aspetta una chicca: abbiamo prenotato un volo in elicottero sopra i “dodici apostoli” che sono non dodici per la verità ma dieci o undici volendo grosse formazioni rocciose nell’oceano lungo la costiera. Il panorama a cui si assiste non lo si può raccontare.

Ci attende ora Adelaide, ove gli oriundi italiani sono veramente molti, tappa per raggiungere Kangaroo Island, paradiso di flora e fauna alla quale ho dedicato l’apposito post e a cui rimando.
Astralia 2012

Ritornati ad Adelaide facciamo rotta verso il Nord ed atterriamo a Cairns, cioè ai tropici, ove ci inoltriamo nella foresta pluviale ricca di piante e di coccodrilli, visitiamo anche un allevamenti di coccodrilli, ma soprattutto con un catamarano raggiungiamo la barriera corallina più grande del mondo e trasbordando su un’apposita barca con in fondo trasparente abbiamo la possibilità di vedere pesci e fondali da sogno.

Nel tragitto del ritorno abbiamo anche la fortuna di poter vedere e fotografare due balene che più volte escono e si immergono nelle acque dell’oceano.

Il viaggio è finito, le emozioni e i ricordi sono grandi. Purtroppo ora da Cairns, via Sidney, Hong Kong e Milano, scali compresi, per raggiungere casa abbiamo circa quaranta ore di viaggio, ma una volta nella vita ne vale il sacrificio.