Quando dico che in quindici giorni sono riuscito a visitare il sud, il
centro ed il nord dell’Australia oltre a Kangaroo Island compresi i voli
intercontinentali, nessuno ci crede.
Avendo tempo ci si poteva fermare sicuramente di più, ma organizzando
tutto per bene prima e prenotando i voli intercontinentali che per l’Australia
sono due in andata e due al ritorno, i transfer da e per gli aeroporti, gli
hotel ed alcune visite in loco è possibile.
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| Australia 2012 - Uluru |
Per fare tutto in così poco tempo non si possono avere tempi morti e
l’organizzazione prevedeva sette voli interni, una trasvolata in elicottero,
un tragitto in catamarano alla barriera corallina oltre a spostamenti in bus o
minivan o auto e non ci siamo fatti mancare neppure una giornata di trekking al
Kings Canyon.
Per raggiungere l’Australia dall’ Italia, come dicevo, è d’obbligo
fare uno scalo in Asia che a seconda della compagnia aerea è Dubai con Emirates
o Bangkok con Thai o Singapore con Singapore Airlines oppure come nel mio caso
Hong Kong con Cathay Pacific. Non sarebbe male fermarsi almeno un giorno fra i
due voli almeno al ritorno quando si è più stanchi e non più ragazzini: sempre
per ragioni di tempo io e mia moglie abbiamo deciso di non fare tappe
intermedie, oltretutto ad Hong Kong eravamo stati da pochissimo. Nonostante
fossimo veramente stanchi è comunque andata bene così perché al ritorno tutti
stavano scappando da Hong Kong per l’arrivo di un tifone!
Le città classiche di arrivo in Australia sono Sidney o Melbourne.
Arriviamo a Sidney che è sera tardi ma poteva essere qualsiasi ora del giorno o
della notte dopo aver attraversato non so quanti fusi orari in oltre ventidue
ore di viaggio e ci attende un elegante Mercedes blu guidata da un altrettanto
elegante signore di una certa età che parla inglese e un po’ di napoletano essendo figlio di
genitori italiani trasferitesi da giovanissimi in Australia come è stato per tanti e ci accompagna nell’
hotel prenotato volutamente a Darling
Harbour, che è la zona che comprende il porto turistico all’ interno della baia
di Sidney attraversato dalla monorotaia sopraelevata e con molti localini tipici e quant’altro.
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| Australia 2012 |
Ritirato un bel pacco di nostri voucher depositato presso la reception
abbiamo ancora la forza ma soprattutto la volontà di una prima visita by night
a Darling Harbour e consumare la nostra prima cena australiana così da renderci
subito conto di quali siano i prezzi in loco. D’altro canto ci viene spiegato
che lì un cameriere guadagna circa quattromila euro al mese e i prezzi per noi alti sono una logica conseguenza. Il
giorno dopo visitiamo per mare lungo la baia e per terra quella che a mio
giudizio è la città più bella del mondo (vedi post sulle città più belle del
mondo) dall’Opera House a Bondi Beach e quant’altro e penso che già solo questa
città valeva il viaggio.
Ma il giorno dopo ci attende già un aereo per raggiungere l’outback
australiano, ossia il rosso deserto centrale ed inanelliamo in pochi giorni
dapprima uno dei simboli di questo continente e cioè Ayers Rock o Uluru come lo
chiamano gli aborigeni ossia il monolite più grosso mai scoperto che cambia
colore nelle varie ore del giorno con il sorgere e il calare del sole, poi il
Kings Canyon
ove come detto facciamo una giornata di trekking con un’escursione termica nel mese di agosto di oltre venti gradi (in quella che è la
loro estate sarebbe proibitivo farlo per
il caldo a meno di partire prima delle
cinque di mattina e indossando un’apposita retina anti-insetti sulla faccia) ed
infine la città di Palm Spring ove si possono incontrare molti aborigeni con le
loro pitture e i loro manufatti.
| Australia 2012 - Kings Canyon |
Si torna a Sud per visitare l’altra grande città australiana, ossia
Melbourne, e per un’escursione lungo Great Ocean Road, ossia una delle più
belle strade costiere del mondo ove ci aspetta una chicca: abbiamo prenotato un
volo in elicottero sopra i “dodici apostoli” che sono non dodici per la verità
ma dieci o undici volendo grosse formazioni rocciose nell’oceano lungo la
costiera. Il panorama a cui si assiste non lo si può raccontare.
Ci attende ora Adelaide, ove gli oriundi italiani sono veramente
molti, tappa per raggiungere Kangaroo Island, paradiso di flora e fauna alla
quale ho dedicato l’apposito post e a cui rimando.
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| Astralia 2012 |
Ritornati ad Adelaide facciamo rotta verso il Nord ed atterriamo a
Cairns, cioè ai tropici, ove ci inoltriamo nella foresta pluviale ricca di
piante e di coccodrilli, visitiamo anche un allevamenti di coccodrilli, ma
soprattutto con un catamarano raggiungiamo la barriera corallina più grande del
mondo e trasbordando su un’apposita barca con in fondo trasparente abbiamo la
possibilità di vedere pesci e fondali da sogno.
Nel tragitto del ritorno abbiamo anche la fortuna di poter vedere e
fotografare due balene che più volte escono e si immergono nelle acque dell’oceano.
Il viaggio è finito, le emozioni e i ricordi sono grandi. Purtroppo
ora da Cairns, via Sidney, Hong Kong e Milano, scali compresi, per raggiungere
casa abbiamo circa quaranta ore di viaggio, ma una volta nella vita ne vale il
sacrificio.


