Dicono che
Shanghai sarà la prossima capitale del mondo, ma per quelli della mia generazione la capitale del mondo è, e sempre sarà, New York. E se si pensa a New
York, si pensa a Manhattan.
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| New-York - Empire 2010 |
Ci sono stato più volte, la conosco
bene e la so girare da solo con facilità, grazie anche alle sue vie
tutte parallele fra di loro, ma mi emoziono sempre.
Mi piace per quello che posso spostarmi a piedi per godermela di più.
Mi piace camminare già alle 8,00 di mattina per vedere gli uomini in giacca e
cravatta e le donne in eleganti tailleur e tacchi a spillo entrare negli Starbucks
e uscirne con i bicchieroni di caffè e latte pieni per infilarsi nei
grattacieli e raggiungere i loro uffici. Mi piace camminare per la Fifth Avenue
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| New-York 2010 |
in mezzo ai grattacieli ed osservare la gente di tutte le nazionalità che
incontro ed i ragazzi che sfrecciano con i pattini o gli skates. Mi piace salire
sull’Empire e dominare tutta l’isola. Mi piace raggiungere il Rockfeller Centre
e guardare la gente pattinare circondato dai fiori e dalle bandiere di tutto il
mondo per poi andare a mangiare da ”Alfredo” con il suo arredo essenziale,
quasi freddino, ma che ti mette subito a tuo agio. Mi piace raggiungere il
Central Park dove finisce la frenesia che si respira ovunque ed inizia la quiete fra i prati ed i
laghetti ed osservare una delle tipiche skyline della città. Mi piace arrivare
fino ad Harlem, una volta pericolosa ma ora tranquilla, con tutti i suoi vecchi
palazzi rimessi a nuovo con la loro scala anti-incendio.
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| New-York 2010 |
Mi piace tornare percorrendo Broadway ed arrivare a Times Square ed
osservare le insegne luminose degli spettacoli
e della pubblicità oltre alle ”vetture spot“ che si alzano e si piegano
(si possono vedere solo lì e a Miami
sull’Ocean Drive). Mi piace vedere i vari quartieri che cambiano aspetto da una
volta all’altra e pensare che posso scegliere, posto unico al mondo, il
ristorante tipico di qualsiasi nazione
in molti casi aperto 24 ore su 24. Mi piace arrivare all’altro estremo, a Battery Park, ed
osservare la Statua della Libertà da lontano, il ponte di Brooklyn e l’altra
tipica classica skyline. Mi piace risalire passando per Wall Street dove la
frenesia della vita cittadina raggiunge il suo apice; a fianco della Borsa
sulla strada che si affaccia su quello che era il World Trade Centre c’è il
fast food noto per essere il ristorante più veloce del mondo: il “pranzo“ si
calcola duri in media sugli otto minuti compreso il passaggio in bagno e mentre
si mangia scorre un display con le quotazioni di borsa per non perdere tempo;
io una volta ho provato a mangiare ed in effetti sono velocissimi alla cassa: a me sono serviti dodici minuti passaggio in bagno
compreso. Mi piace infine continuare tornando verso il centro ma qui provo una
forte nostalgia per non ritrovare più Little Italy: le prime volte che andai vi era ancora, seppure già un po’
ridimensionata, ma ora è completamente sparita inghiottita da China Town.



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